di Felix B. Lecce, docente universitario e Formatore di Comunicazione, CACF, Ipnosi, NLP e NHR 
1 - Che cosa è l’Ipnosi forense?
Diamone subito una definizione pragmatica: quell’insieme di strategie, metodi e tecniche di comunicazione ipnotica utilizzate in ambito forense per aiutare, a scopo esclusivamente investigativo, i testimoni e le vittime di reato a recuperare le memorie dei fatti a cui hanno assistito o in cui sono stati oggetto di azioni criminose. Detta modalità applicativa dell’ipnosi si è rivelata storicamente decisiva nella soluzione di casi di criminosi di elevato profilo investigativo, quali, ad esempio, il caso di Aka lo Strangolatore di Boston,  di Albert De Salvo, di Ted Bundy e di Sam Sheppard. 
Sembrerebbe che la prima applicazione di Ipnosi forense, in un certo senso, la si possa far risalire addirittura al 1898 quando negli Stati Uniti fece scalpore la notizia di un tale Ebanks, accusato di omicidio, che citò quale testimone processuale a sua discolpa un ipnologo esperto pronto a testimoniare che egli, una volta posto in stato di trance ipnotica, aveva negato fermamente di aver ucciso la vittima. La Corte Suprema ritenne inammissibile nel dibattimento processuale la singolare testimonianza dell’ipnologo, ma i media statunitensi aprirono un intenso dibattito al riguardo, tale da indurre una decisiva apertura verso l’utilizzo delle tecniche ipnotiche nell’ambito forense. La diatriba andò avanti fin al 1987, quando la stessa Corte Suprema statunitense affermò l’incostituzionalità assoluta di norme che scartassero a priori la possibilità di ricorrere all’utilizzo dell’ipnosi in ambito forense.
Spesso mi capita di sentir parlare dell’ipnosi in modo fuorviante, per non dire avverso o addirittura, fobico. Pregiudizi teorico-fideistici di taluni psicologi, psichiatri/psicanalisti si sommano  alle misconoscenze totali, frutto spesso anche della approssimazione con cui i media trattano l’argomento a cui si aggiunge il disvalore cagionato dalla banale spettacolarizzazione da parte di improbabili ipnotizzatori da palcoscenico.

2- Che cosa è l’ipnosi?
L’ipnosi è definita da alcuni autori “stato alterato di coscienza”. Cioè uno stato di coscienza diverso da quello normale e non, invece, uno stato di incoscienza, come i meno informati ed i più avversi credono. L’ipnosi non ha nulla a che vedere con l’asservire completamente la propria volontà ai voleri dell’ipnotista o ipnologo che dir si voglia! Se così fosse avremmo fondati motivi per temere l’ipnosi e difendercene. Per buona pace di chi crede che l’ipnosi sottragga alle persone il controllo di se stesse, dico subito che l’ipnosi ci consente di avere un maggiore controllo di noi stessi! Anzi, per essere più precisi, esiste una sola tipologia di ipnosi: L’autoipnosi!
 
Nessun ipnotista o ipnologo emana ipnosi! Semmai, la innesca(nella fase della “induzione”), la mantiene innescata(nella fase della “trance” e del “approfondimento della trance” e fa in modo che essa si riattivi in futuro al verificarsi di specifiche condizioni(nella induzione di “suggestioni post-ipnotiche”). Proprio in questo sta la bravura degli ipnotisti e degli ipnologi. Nel sapere comunicare in modo talmente convincente e “sofisticato” da riuscire ad innescare l’attivazione di un particolarissimo stato neuro-fisiologico di “funzionamento” e di “programmabilità” della mente umana: lo stato di trance ipnotica!
In altre parole: l’ipnotista comunica in un certo modo e la mente umana di chi riceve tale comunicazione reagisce attivando lo stato ipnotico! Quindi, in un certo senso,  è la mente della persona stessa che ipnotizza, non l’ipnotista. Il particolare modo di comunicare che utilizzano gli ipnotisti viene ormai convenzionalmente definito: comunicazione ipnotica. Si tratta di un particolare modo di usare abilmente la vaghezza argomentativa, l’ambiguità linguistica e gli effetti “secondari” dei contenuti verbali della comunicazione, in sinergia con un contemporaneo e particolare utilizzo delle variazioni della voce e del comportamento non-verbale dell’ipnotista o dell’ipnologo.
Quando si è in trance ipnotica si riescono a fare cose che normalmente sembrano addirittura impossibili: si può distorcere la percezione del tempo e quindi riuscire ad essere più veloci, facendo, bene, ed in meno tempo tutto ciò che abbiamo da fare. Si può apprendere molto di più. Si può apprendere in pochissime ore, ciò che richiederebbe giorni, mesi,se non addirittura anni. Si può controllare il battito cardiaco e la pressione arteriosa. Si possono ricordare fatti completamente dimenticati e risalenti addirittura ai primi anni di vita. Si può guarire da molte malattie, fobie, allergie e manie, in poco tempo e senza assumere alcun farmaco.
Con l’ipnosi si possono fare ed ottenere molte cose ritenute impossibili, ma a patto che  siano davvero umanamente possibili! Il problema è che sull’umanamente possibile c’è molto disaccordo: per paura, per ignoranza; per presa di posizione; per esagerato attaccamento fideistico a talune filosofie; religioni e teorie psicologiche; per interessi pseudo-scientifici con finalità speculative o meramente lucrative, ecc..     
I nostri stati mentali cambiano continuamente in ogni momento della nostra vita. Noi ci creiamo inconsciamente la nostra realtà attribuendo, inconsapevolmente, i nostri significati – basati sulle nostre convinzioni, conoscenze, stati d’animo ed esperienze passate -  alle parole, ai comportamenti ed agli eventi di vita. Quindi, la nostra reazione alla semplice parola “ipnosi” è dovuta al significato che noi attribuiamo a tale vocabolo. Significato che è certamente molto influenzato da ciò che sappiamo ed ignoriamo sull’ipnosi, ma anche dalle convinzioni e dalle paure che abbiamo al riguardo.
In estrema sintesi: noi reagiamo alle nostre interpretazioni di tutto ciò che siamo, percepiamo, pensiamo e facciamo e quindi, in realtà noi reagiamo soltanto alla nostra interpretazione della nostra idea di ipnosi.
 
3- Ipnosi forense: modelli ed ambiti di applicazione
Negli Stati Uniti l’ipnosi forense è una realtà sperimentata e disciplinata già da moltissimi anni. Molte Università statutinitensi erogano Corsi di specializzazione in ipnosi forense, prima fra esse la Houston University, nel Texas. In anzidetto Stato, inoltre, nell’anno 1979, per la prima volta negli Stati Uniti, la Direzione del Dipartimento di Salute Pubblica, nominò una Commissione scientifica incaricata di fissare le linee guida dei requisiti professionali e comportamentali necessari per la selezione e formazione dei professionisti da abilitare all’impiego dell’ipnosi in ambito forense, sia scopo investigativo che giudiziario.
Tale Commissione stabilì, tra l’altro, che l’ipnosi forense, salvo particolari eccezioni, poteva essere applicata senza alcun rischio per la salute delle persone e per la relativa capacità di libera autodeterminazione, con le seguenti finalità:
-    recupero mnestico in testimoni di fatti delittuosi ed in vittime di reato, ovviamente, con finalità esclusivamente investigative;
-    assistenza psicologica alle vittime di reati.
È interessante notare come la legge dello stato del Texas abbia disciplinato l’uso dell’ipnosi in ambito forense. La Corte Criminale d’Appello, il massimo organo giudiziario dello Stato del Texas ha infatti emanato delle precise disposizioni normative che impongono particolari precondizioni e condizioni per l’utilizzo corretto dell’ipnosi in ambito forense, alle quali si sono aggiunte le specifiche linee guida emanate dal “Council of Scientific Affair of the American Medical Association(CSAAMA)” nell’anno 1985 arrivando alla stesura di un vero e proprio “codice deontologico” dell’ipnosi forense che subordina inderogabilmente l’applicazione dell’ipnosi in ambito forense alle seguenti condizioni:
-       L’ipnologo o ipnotista che vuole operare in ambito forense deve essere stato sottoposto ad un programma di formazione e di abilitazione all’utilizzo dell’ipnosi in ambito forense;
-       l’ipnologo o ipnotista non deve avere nessun vincolo di dipendenza o di subordinazione con gli investigatori, con il pubblico ministero, con gli avvocati difensori, con i giudici e, ovviamente, nemmeno con testimoni ed imputati;
-       l’ipnologo deve essere preventivamente informato dei fatti rispetto ai quali dovrà essere esaminato ogni testimone e vittima di azioni crimonose;
-       l’accertamento del documentato consenso dei soggetti da sottoporre ad ipnosi, di cui l’ipnologo forense deve chiedere comunque conferma agli stessi prima di iniziare le procedure ipnotiche;
-       L’ipnologo deve verificare se i testimoni o le vittime di reato quando accedono al trattamento ipnotico siano state clinicamente valutate sane di mente ed esenti da disturbi psichiatrici, che non assumano psicofarmaci o stupefacenti e che si trovino effettivamente in stato di normale coscienza;
-       Ai colloqui tra il soggetto e l’ipnologo che precedono la procedura ipnotica non possono essere presenti altre persone;
-       L’incontro in cui avviene la procedura ipnotica deve iniziare con una prima valutazione dello stato mentale del soggetto, alla quale segue il racconto, nei minimi dettagli, ciò che il ricorda già nel suo normale stato di coscienza;
-       Obbligo di registrazioni audio ed audio-video di ogni incontro tra l’ipnologo e i testimoni o le vittime da sottoporre ad ipnosi:
-       Ogni incontro tra ipnologo  e persone da sottoporre alla procedura ipnotica andrà videoregistrato dall’inizio alla fine, con obbligo di inquadratura contemporanea e continua di un orologio che scandisca la continuità dell’incontro, permettendo la verifica dell’assenza di interruzioni non videodocumentate;
-       prima e durante la procedura ipnotica è assolutamente vietata qualunque interazione tra l’ipnologo e gli altri soggetti coinvolti nelle indagini. Nei casi in cui dovesse rendersi necessaria in tali casi una comunicazione con l’ipnologo, essa dovrà avvenire esclusivamente in forma scritta;
-       La presenza obbligatoria di un medico psichiatra e di un altro ipnologo forense che devono assistere a tutte le fasi della sottoposizione dei soggetti alle procedure ipnotiche;
-       Le tecniche e le metodologie ipnotiche utilizzate devono essere esclusivamente quelle finalizzate al recupero delle memorie ed è assolutamente vietato impartire suggestioni post-ipnotiche ai testimoni o alle vittime di reato sottoposte al trattamento ipnotico;
-       E’ vietato in ogni caso il recupero dei ricordi mediante ipnosi quando ciò possa nuocere psicologicamente ai testimoni o alle vittime da valutare;
-       Una valutazione preliminare dei soggetti per accertare l’applicabilità o meno delle procedure ipnotiche per il recupero di determinati ricordi che si vuole recuperare;
-       l’ipnologo durante la seduta di indagine non può in alcun modo suggerire al soggetto ipnotizzato le risposte da dare.
-       l’ipnologo deve condurre l’intera sessione di ipnosi astenendosi assolutamente da espressioni di consenso o stupore, da commenti, ecc.
Anche se è risaputo che in stato ipnotico è impossibile mentire, sarebbe sbagliatissimo ritenere, di conseguenza, che i soggetti sottoposti alla procedura ipnotica dicano inevitabilmente la verità, in quanto i soggetti potrebbero avere deficit della memoria o aver memorizzato delle “false memorie” che loro credono essere l’effettivo ricordo di fatti accaduti. L’errore più frequente è quello di voler considerare l’ipnosi come una infallibile tecnica di Lie Detection per scoprire la completa verità dei fatti da indagare, mentre sappiamo che in realtà si tratta soltanto di una particolarissima modalità comunicazionale innesca lo stato alterato di coscienza nel soggetto ipnotizzato facendo predominare quindi la funzione mentale per nulla sottoposta alla volontà logica e cosciente delle persone: la c.d. mente inconscia o più semplicemente, l’inconscio. Così facendo l’ipnologo instaura un dialogo la funzione mentale della persona che permette attraverso l’ipermnesia il recupero di informazioni memorizzate, ma che il soggetto non riesce o non vuole ricordare.
Anche per gli anzidetti motivi, ogni informazione ottenuta mediante procedura ipnotica dovrà essere presa in considerazione, soltanto se suffragata da altre prove documentali e testimoniali.
In altri termini, anche se l’ipnosi forense venisse applicata con rigorosa osservanza delle sopra elencate linee guida, è ovvio che, i dati raccolti andrebbero necessariamente correlati, incrociati e suffragati con le informazioni raccolte con i metodi investigativi più tradizionali e ortodossi.
Nello Stato del Texas dal Luglio 1980 al Dicembre 1990 sono state effettuate circa 1187 sedute di ipnosi in ambito forense ottenendo, nel 74% dei casi, altre informazioni che arricchendo il quadro investigativo-accusatorio ottenuto mediante i metodi investigativi più ortodossi, stante l’accuratezza di tali dati,  ha permesso la risoluzioni anche di molti casi irrisolti, i cd. Cold Case, consentendo di fatto l’identificazione e l’arresto di molti criminali.
Martin Reiser, Ipnologo forense e psicologo clinico dell’American Board of Professional Psychology(ABPP), direttore del Behavioral Science Services(BSS-LAPD) del Dipartimento di Polizia Los Angeles e membro effettivo dell’American College of Forensic Psychology(ACFP), professore presso la School of Nursing dell’University of California di Los Angeles(UCLA), ex presidente del Los Angeles County Psychological Association(LACPA), è ad oggi il più autorevole studioso in materia di applicazioni dell’ipnosi in ambito forense. Egli sostiene che stando ai dati raccolti ed eleborati dal Los Angeles Police Department(LAPD) - con la sua stessa consulenza scientifica - utilizzando l’ipnosi al solo scopo di aumentare le capacità di recupero mnestico dei ricordi di eventi criminosi di cui sono stati testimoni o vittime i soggetti sottoposti alla procedura ipnotica, all’incirca nell’ 80% dei casi si è giunti all’ottenimento di informazioni determinanti ai fini investigativi per l’individuazione degli autori di reato non identificati fino a quel momento. Il LAPD ha precisato inoltre che l’analisi dei dati ha evidenziato una elevata precisione delle informazioni ottenute con la procedura ipnotica straordinaria e che incrociate con le informazioni ottenute attraverso i tradizionali  metodi di indagine, sono risultate corrispondenti in circa il 90% dei casi.
Attualmente in ben 45 Stati degli USA è ammesso l’utilizzo dell’ipnosi forense, oltre che Australia, Israele, Canada, Colombia, Russia. Non è ancora ammessa l'ipnosi in ambito forense, ad esempio, in Francia, in Germania, in Spagna, in Belgio, in Danimarca ed in molte altre.
Relativamente all’Italia mi ripropongo di affrontare  la questione al più presto in un nuovo articolo....