di Felix B. Lecce, docente universitario e Formatore in materia di Comunicazione
 
 
L’ Analisi Comunicazionale Forense è un complesso di esami tecnico-scientifici di tutte le modalità,  contenuti, forme e mezzi attraverso i quali ogni persona esterna ed esprime la propria comunicazione.
È finalizzata alla rilevazione e decodifica metacomunicativa di tutti i contenuti, sia quelli espressi con intenzione logico-razionale che quelli esternati involontariamente ed inconsapevolmente. 
La decodifica consiste nell’esame dei possibili messaggi impliciti ed indiretti contenuti nella formulazione sintattico-linguistica della produzione verbale, nell’analisi contestualizzata dei segni esternati a livello corporeo, delle micro-espressioni facciali, oltre nell’analisi audio-fonologica del parlato. Per tale analisi si prendono in esame esclusivamente tutti quei segni espressi nei contenuti e nelle forme della comunicazione umana che sfuggono normalmente all’attenzione ed al controllo delle persone, perché difficilmente percepibili per entità e durata oppure, perché comunemente considerati privi di significato comunicativo e perciò non meritevoli di attenzione e di interesse. Attraverso la valutazione mirata di dette informazioni si isolano quegli indicatori che la comunità scientifica internazionale e la letteratura ritengono più idonei a qualificare il grado di sincerità e di convincimento dei comunicanti presi in esame.
Tale analisi, che è ripetibile senza alcuna alterazione del materiale esaminato, è effettuabile su qualsiasi contenuto scritto, immagine ed audio-videoregistrazione, mediante l’applicazione di metodologie, tecniche e tecnologie di sperimentata efficacia scientifica a livello internazionale.  Lo sviluppo di tale procedura valutativa è il risultato di anni di studi, di ricerche, di sperimentazioni ed applicazioni professionali validate nel campo di scienze umane di affermata e provata credibilità anche in ambito forense, quali la neurofisiologia, la linguistica, la psicolinguistica, la neurolinguistica, la psicologia della comunicazione, la semeiotica, la fonetica forense, la biometria comportamentale, l’analisi metacomunicazionale e neurolinguistica della produzione verbale; la comunicazione non-verbale, l’esame della  concordanza semantica tra produzione verbale, esternazioni vocali, posturali, mimiche e gestuali; l’analisi psicovocale per la rilevazione di alterazioni emozionali della voce connesse a particolari indicatori fonologici di mendacità.
Ad esempio, l’esame dei contenuti audio-video viene condotto, dapprima  attraverso la ripetuta visione diretta del materiale per valutare la presenza di indicatori “occulti” di veridicità e di menzogna, sia dal punto di vista logico-argomentativo, che da quello più specificamente linguistico, metacomunicazionale, semiotico e semantico. Si passa poi alla valutazione del livello di concordanza semantica tra i contenuti verbali e quelli  extraverbali (espressi dalla voce e dal linguaggio del corpo) della comunicazione esternata dalla persona presa in esame. 
Si procede quindi allo screening per la rilevazione linguistica e metacomunicazionale  di ogni possibile indicatore di veridicità e di mendacità scientificamente rilevante.
I risultati vengono poi sottoposti ad accurati test di falsificazione scientifica (si cercano, cioè in ogni modo possibile, gli elementi che possano disconfermare scientificamente i risultati conseguiti). Infine si procede ad un’accurata analisi tecnico-scientifica di tipo strumentale mediante  particolari apparecchiature e tecnologie informatiche.