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Oggi: 19 Ott. 2018
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Felix B. Lecce

 
di G. T., biografista e blogger
 
Felix l'uomo
Felix B. Lecce nasce a Giessen(Germania)il 14 luglio 1964 dal matrimonio di due emigranti: Maria de la Encarnacion Garcia, spagnola di Riello in provincia di Leon e da Vittorio Lecce, italiano di un piccolo comune del Lazio in provincia di Frosinone che si chiama Posta Fibreno. Non conosce mai i suoi nonni, morti prim'ancora che lui nascesse.
Primogenito di quattro figli, rimane prematuramente orfano all'età di 15 anni, abbandona gli studi di scuola media superiore per trovarsi un lavoro con cui provvedere al sostentamento della famiglia. Fa l'antennista, il radiotecnico e l'elettricista e l'operaio elettrotecnico sulle piattaforme petrolifere. Il suo primo salario da apprendista elettricista fu di 5000 Lire a settimana.
 
Appena ventenne si arruola in polizia e con sua grande sorpresa scopre le notevoli e sostanziali differenze tra i poliziotti dei film e quelli veri. Si lancia in quella nuova sfida a modo suo: con la forza di volontà di un aeroplano in fase di decollo, sebbene fosse fisicamente molto debole e gracile. Frequenta la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Genova e si classifica primo in graduatoria.Riesce contro ogni previsione anche medica, a superare alcuni suoi limiti fisici e problemi di salute, praticando arti marziali, fitness e sollevamento pesi, divenendo "istruttore militare di Educazione Fisica" e istruttore di pesisitica. Raggiunge una forma e preparazione atletica di livello agonistico. Inizia pian piano a raccogliere successi professionali, personali e relazionali, imprevedibili per lui, a dire di molti "realisti".
Dopo appena tre anni servizio vince  un concorso interno e consegue la qualifica di Sovrintendente della Polizia di Stato. Tre anni dopo diventa Ispettore e gli viene affidata la guida di speciali unità operative e squadre investigative. Ottiene in breve successi ai quali, secondo il “realismo” di taluni invidiosi, non avrebbe mai potuto nemmeno aspirare perchè - dicevano i suoi maldestri dissuasori - "erano impossibili”.
Comincia a essere mal sopportato da una folta schiera “realisti”: colleghi, superiori, amici e pseudo-amici, che si davano un gran da fare ad ascrivere ogni suo successo alla fortuna o all’aiuto prodigale di suoi potenti "sponsor". 

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