di Felix B. Lecce
 
Comunicare è una facoltà umana mediante la quale manifestiamo agli altri i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre volontà, i nostri saperi, la nostra professionalità e molto altro. Proprio per questo motivo ogni qualvolta comunichiamo con gli altri dovremmo fornire informazioni utili e comprensibili, soprattutto a loro, anziché solo a noi e ai nostri pari.
L’uomo ha una naturale inclinazione inconscia all’autoreferenzialità, che in ambito comunicazionale si traduce nella convinzione che se qualcosa è utile e comprensibile per sé stessi, lo sarà, assai probabilmente, anche per tutti gli altri. Niente di più sbagliato! I contenuti e la forma della nostra comunicazione dovrebbero essere ragionevolmente su misura per i vari destinatari. Insomma, dobbiamo parlare la lingua degli altri se vogliamo essere ben compresi da loro e, ancor più, se vogliamo convincerli.
Mi rendo conto che è molto difficile parlar semplice di cose complicate, perché richiede una notevole flessibilità terminologica, oltre a una buona dose di altruismo comunicazionale. L’essenza di ciò credo che sia ben sintetizzata nel vecchio adagio: PARLA PER LO SCEMO DEL VILLAGGIO CHE TI CAPIRÀ ANCHE IL SAGGIO.
Parimenti è difficoltoso anche esprimere sinteticamente e con efficacia dei concetti espressi o esprimibili normalmente con molte parole. Blaise Pascal (matematico, fisico, filosofo e teologo francese) nel suo “Lettere Provinciali scrisse: «SE AVESSI AVUTO PIÙ TEMPO, TI AVREI SCRITTO UNA LETTERA PIÙ BREVE».

 

VIRUS IN BREVE
 
Sono organismi viventi? No! Essendo aggregati di materiale biologico privi di vita autonoma, incapaci di trasformare il cibo attraverso il metabolismo o di riprodursi da sé, sono considerati “parassiti obbligati” perché hanno bisogno di altre cellule (batteri, archea, eucarioti, ecc.) che invadono in diversi modi. Per questo motivo non fanno parte di nessuno dei cinque regni della vita (Monera, di cui fanno parte i batteri; Plantae; Animalia; Fungi e Protista).
 
Quando sono stati scoperti? Per la loro struttura molto semplice e le minuscole dimensioni che li rendevano invisibili al microscopio ottico, i virus furono scoperti soltanto alla fine del 19° secolo grazie all’invenzione del microscopio elettronico (inventato da E. Ruska e M. Knoll nel 1931). Le loro infinitesimali dimensioni variano infatti dai 28 ai 200 nanometri (miliardesimi di metro.)
 
Come si diffondono? Ogni virus ha una sua specificità nell’attaccare esclusivamente un determinato tipo di cellula. I virus si diffondono penetrando nelle cellule e sfruttandone il materiale genetico, i ribosomi, ecc. Nelle cellule infettate i frammenti di virus si mescolano ad esse alterandole con l’aggiunta del proprio filamento di DNA o RNA. Quando le cellule effettuano la divisione cellulare, esse riproducono e duplicano anche il corredo genetico del virus dando vita ad altre cellule infette. Queste si riproducono a loro volta moltiplicando anche il DNA infetto.  In questo modo l'infezione si espande fino a far ammalare organismo aggredito.
 
Qual è il virus che ha causato il maggior numero di decessi? Il virus che ha causato il maggior numero di morti negli ultimi 50 anni è stato il virus influenzale A/H1N1(influenza suina) identificato nell’anno 2009. Stando ai dati forniti dall’OMS il 31/1/2020 questo virus si è diffuso in 214 Paesi, con un numero di 1.632.250 casi accertati e ben 284.000 decessi.
 
Ciò detto, provo qui di seguito a sintetizzare 4 dati essenziali che ai tempi del coronavirus molti avrebbero gradito leggere o sentire espressi in lingua italiana corrente, anziché in “giornalistichese”, in “politichese”, in “medicinese” o in “virologhese”.
 
1) CHE COSA SONO I CORONAVIRUS? i coronavirus (CoV) sono una famiglia di virus respiratori che sono chiamati così per le punte a forma di corona presenti sulla loro superficie. Convivono con l’uomo da più di cinquant’anni e furono scoperti per la prima volta negli anni ‘70 nelle cavità nasali di pazienti affetti da comune raffreddore.
Sono presenti anche in molte specie animali (cammelli, pipistrelli, ecc.) e solo raramente evolvono infettando l’uomo.
Possono causare dal comune raffreddore alle malattie respiratorie più gravi come la polmonite che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi più frequenti in chi contrae un’infezione da coronavirus sono: naso che cola, mal di testa, tosse, gola infiammata, febbre, sensazione generale di malessere. Possono determinare anche malattie respiratorie, come polmonite o bronchite. Quest’ultime si manifestano più frequentemente nelle persone con malattie croniche a livello cardio-vascolare e/o respiratorio, oltre che nei soggetti con un sistema immunitario indebolito, nei neonati e negli anziani (fonte: Istituto Superiore di Sanità).
 
2) CHE COSA INDICA SARS-CoV-2? Acronimo di Severe Acute Respiratory Syndrome - Coronavirus 2, è il nome cui è stato classificato il nuovo ceppo di coronavirus che ci sta affliggendo tuttora e che inizialmente era stato denominato “2019-nCoV”. Le autorità sanitarie cinesi lo hanno scoperto lo scorso 31 dicembre 2019 a Wuhan, nella Cina centrale (fonte: dichiarazione OMS del 9 gennaio 2020). Si stima che il suo periodo di incubazione possa variare tra 2 e 14 giorni (fonte: Istituto Superiore di Sanità).
Sono considerate persone a rischio di sviluppare tale malattia coloro che negli ultimi quattordici giorni si sono recate in zone in cui l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 era già in atto o che siano state a contatto con persone probabilmente affette o con positività confermata a seguito di “tampone”, oppure che siano state o abbiano lavorato in una struttura sanitaria in cui siano ricoverati pazienti con malattia COVID-19.
Siccome attualmente in Italia stanno circolando altri virus, in particolare il virus influenzale, l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda che qualora dovessero comparire febbre e disturbi respiratori, in assenza delle condizioni di rischio suddette, sia opportuno rivolgersi prima di tutto al proprio medico curante.
 
La precedente epidemia da coronavirus della SARS si è registrata per la prima volta in Cina a novembre 2002. Il ceppo di coronavirus che la causò fu denominato SARS-CoV (acronimo di Severe Acute Respiratory Syndrome - Coronavirus). Tale epidemia, anch’essa di rilevanza mondiale, durò tra il 2002 e il 2003 e, secondo la OMS, fece registrare 8098 casi “probabili” di cui 774 decessi. Dall’anno 2004 nessun altro caso di infezione da SARS-CoV è stato rilevato in nessuna parte del mondo.
 
La più recente epidemia da coronavirus, causata dal MERS-CoV (acronimo di Middle East Respiratory Syndrome - Coronavirus), risale all’aprile 2012 ed è terminata il 13 ottobre 2015. Il bilancio di tale pandemia, stando sempre ai dati della OMS (Organizzazione mondiale della sanità), è stato di 1616 casi umani di infezione da un nuovo coronavirus (Mers CoV) e almeno 624 decessi. Dal 27 agosto al 13 ottobre 2015 sono stati registrati nuovi casi di infezione e decessi in Arabia Saudita (90 casi e 41 decessi), in Giordania (14 casi e 7 decessi) e in Kuwait (1 caso, deceduto).
 
Il 3 settembre 2015 il comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale ha dichiarato che l’infezione umana da MERS-CoV non è più da considerarsi un’emergenza di sanità pubblica internazionale.
I sintomi più frequenti per infezione da coronavirus MERS-CoV sono: febbre, tosse e respiro affannoso che spesso evolvono in polmonite.
 
 
3) CHE COSA SIGNIFICA COVID-19? Acronimo di CoronaVirus Disease 19, è la denominazione attribuita l’11 febbraio 2020 dalla OMS alla malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus (SARS-CoV-2).
Sono considerate persone a rischio di sviluppare tale malattia coloro che negli ultimi quattordici giorni si sono recate in zone in cui l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 era già in atto o che siano state a contatto con persone probabilmente affette o con positività confermata a seguito di “tampone”, oppure che siano state o abbiano lavorato in una struttura sanitaria in cui siano ricoverati pazienti con malattia COVID-19.
Siccome attualmente in Italia stanno circolando altri virus, in particolare il virus influenzale, l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda che qualora dovessero comparire febbre e disturbi respiratori, in assenza delle condizioni di rischio suddette, sia opportuno rivolgersi prima di tutto al proprio medico curante.
 
4) CHE COSA È IL COSIDDETTO TAMPONE? tecnicamente denominato “tampone rinofaringeo” è la tecnica con la quale il medico preleva un campione di muco e saliva dalla mucosa della gola (a livello di faringe posteriore) attraverso un bastoncino cotonato (tipo cotton-fioc) che viene subito immerso in un gel all’interno di un contenitore specifico e conservato alla temperatura di +4°C. Il campione viene spedito a un laboratorio di virologia specializzato per le analisi di laboratorio per l’accertamento della positività alla presenza di coronavirus che richiedono in media dalle 4 alle 6 ore. La percentuale che si verifichi un “falso positivo” è stimata tra l’1% e il 4% dei casi.
L’OMS e l’Istituto Superiore di Sanità hanno prescritto che tale “tampone” sia eseguito soltanto sui soggetti sintomatici, in quanto ritengono che l’effettuazione dell’esame su soggetti asintomatici possa risultare negativo, anche in presenza del virus. Tali istituzioni ritengono comunque che l’affidabilità di tale esame decada qualora sia eseguito in un momento in cui la persona abbia una carica virale bassa, come si può verificare nel caso in cui si contragga l’infezione soltanto 48 ore dopo aver manifestato dei sintomi.  Questo perché, secondo l’OMS, la trasmissione del virus avviene principalmente attraverso il contatto ravvicinato con persone sintomatiche, sebbene sia ritenuto possibile, in casi rari, che persone con sintomi assenti (asintomatiche) o molto lievi (paucisintomatiche) possano trasmettere il virus.
 
In conclusione spero di essere riuscito nell’intento di fornirvi le informazioni essenziali al netto di tutte le complesse terminologie scientifiche e di tutte le enfasi aggiunte, forse inconsapevolmente, sia  sul versante iper-ottimistico sia su quello iper-pessimistico da tutti gli addetti ai lavori che a vario titolo ci “informano” quotidianamente sull’emergenza “coronavirus” o “COVID- 19” che dir si voglia.