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Oggi: 23 Set. 2018
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Benvenuto in CambiaMenti inFormAzione

 
L'eterno interrogativo sulla leadership è: leader si nasce o si diventa? La domanda è fuorviante perché presuppone due sole possibilità di risposta. Tutti nasciamo con capacità e attitudini da cui possiamo tirar fuori il massimo con l'apprendimento. William Shakespeare diceva: «C'è chi nasce grande, chi lo diventa e chi è costretto a diventarlo». Nessuno nasce già leader! Tutti abbiamo da imparare. Soltanto l'apprendimento nell'accezione più estesa del termine ci può permettere di far emergere le nostre naturali inclinazioni. Chi crede che “leader si nasce”, farà mai qualcosa per sviluppare la propria leadership o per migliorarla? Farà mai qualcosa per permettere agli altri di sviluppare la loro leadership? Ho studiato a lungo e mi sono occupato per molti anni di leadership in ambiti militari particolarmente a rischio ed ho constatato che tutta la specifica letteratura internazionale concorda nel sostenere che “leader si diventa” quando capacità e attitudini si fondono in una sinergia unica e irripetibile, condizionata certamente dall'accumularsi di relazioni interpersonali instaurate nel tempo, dall'ambiente in cui si è vissuti prevalentemente e dalle situazioni in cui ci si è trovati più spesso.

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L’Analisi Comunicazionale Forense è un complesso di esami tecnico-scientifici di tutte le modalità,  contenuti, forme e mezzi attraverso i quali ogni persona esterna ed esprime la propria comunicazione.
È finalizzata alla rilevazione e decodifica metacomunicativa di tutti i contenuti, sia quelli espressi con intenzione logico-razionale che quelli esternati involontariamente ed inconsapevolmente.
La decodifica consiste nell’esame dei possibili messaggi impliciti ed indiretti contenuti nella formulazione sintattico-linguistica della produzione verbale, nell’analisi contestualizzata dei segni esternati a livello corporeo, delle micro-espressioni facciali, oltre nell’analisi audio-fonologica del parlato. Per tale analisi si prendono in esame esclusivamente tutti quei segni espressi nei contenuti e nelle forme della comunicazione umana che sfuggono normalmente all’attenzione ed al controllo delle persone, perché difficilmente percepibili per entità e durata oppure, perché comunemente considerati privi di significato comunicativo e perciò non meritevoli di attenzione e di interesse. Attraverso la valutazione mirata di dette informazioni si isolano quegli indicatori che la comunità scientifica internazionale e la letteratura ritengono più idonei a qualificare il grado di sincerità e di convincimento dei comunicanti presi in esame.

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Un’ausilio metodologico semplice per apprendere, in poco tempo, un buon uso emozionale della voce e migliorare di conseguenza la propria genuinità comunicativa.
 
 
Sempre più spesso mi capita di sentire persone che parlano male di qualche disciplina, approccio formativo o formatore, sebbene non né sappiano alcunché, né in teoria, né per esperienza. Psicologi che parlano male della PNL e dell’ipnosi, per sentito dire o per pregiudizio psicanalitico. Piennelisti che sparlano di psicologia, senza saperne nulla. Gente che parla male dei c.d. motivatori, senza aver mai frequentato un loro corso, ecc. Insomma una marea di quelle che io definisco “critiche incompetenti”. Ovvero critiche per “partito preso”, per antipatia, per propri pregiudizi in genere, che provengono da persone che non hanno alcuna conoscenza o competenza riguardo a quanto criticano.

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good vs effective(1).pngTroppo spesso nella nostra vita scartiamo ciecamente qualcosa o qualcuno, soltanto perché non ci piace, anche se potrebbe essere efficace e benefico per noi!  Il gradimento è spesso un efficace "arma di distrazione" da quello di cui abbiamo effettivamente bisogno!

Nel campo della formazione italiana avviene spesso che i formatori vengano valutati in base al gradimento, anziché in base all'efficacia didattica. Per meravigliarsi del fatto che molti giovani formatori puntino più sul fare colpo sui corsisti, esibendo ogni possibile trovata sensazionalistica o facendo e del cabarettismo inopportuno
, a tutto discapito del fare della buona ed efficace formazione. 

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Partendo per una destinazione sconosciuta, che sospettiamo possa essere imprevedibile ed insidiosa, sentiamo spontaneo il bisogno di munirci di una mappa geografica per orientarci in modo affidabile. E siccome pensiamo che tale mappa sia affidabile, rifiutiamo, a priori, l’idea che possa essere necessario cambiarla in qualche modo. Ci sembra molto più vero e rassicurante ciò che dice la mappa che le indicazioni che potremmo cogliere dal territorio esplorato; paradossalmente, le persone preferiscono distorcere la realtà per salvaguardare la validità della propria mappa, piuttosto che separarsene per ragionare iniziando dalla realtà.

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1 - Che cosa è l’Ipnosi forense?
Diamone subito una definizione pragmatica: quell’insieme di strategie, metodi e tecniche di comunicazione ipnotica utilizzate in ambito forense per aiutare, a scopo esclusivamente investigativo, i testimoni e le vittime di reato a recuperare le memorie dei fatti a cui hanno assistito o in cui sono stati oggetto di azioni criminose. Detta modalità applicativa dell’ipnosi si è rivelata storicamente decisiva nella soluzione di casi di criminosi di elevato profilo investigativo, quali, ad esempio, il caso di Aka lo Strangolatore di Boston,  di Albert De Salvo, di Ted Bundy e di Sam Sheppard. 

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di Felix B. Lecce
 
Siamo abituati ad usare la negazione “non” per anticipare e negare le possibili obiezioni dell’altro, con l’intento di tranquillizzarlo. Cosa succede in realtà nella testa dell’altro. Proviamo per capire. Preparati ad opporti con tutta la vostra volontà fisica e mentale a questo: Non immaginare una fetta di limone, con il sapore pungente ed acido del suo succo che si spande sulla tua lingua. Ti suggerisco anche di non immaginare come lo spandersi del succo di limone farà salivare la tua bocca. Permettimi anche di suggerirti di non immaginare come il succo di limone ha un effetto sulla tua salivazione, in questo momento. Intanto che noti una tendenza alla salivazione, rifletti: ti avevo detto di opporti, cosa ti è successo? E’ successo quello che succede nella testa di chiunque quando gli dici qualsiasi cosa preceduta dal “non”.

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di Felix B. Lecce, docente universitario e Formatore di Comunicazione, CACF, Ipnosi, NLP e NHR  
 
Torniamo indietro di tre secoli, al processo del 1633 contro Galileo. La sua tesi sulla rotazione della Terra su se stessa e della sua rivoluzione intorno al Sole aveva indignato politici, alti prelati e una gran parte degli scienziati del tempo. La celebre frase di Galileo «Eppur si muove» era il risultato di un'attenta analisi dei fatti osservabili. 

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di Sergio Resta, Medico Chirurgo, Scrittore, cultore di Programmazione Neuro-Linguistica e di  fisica quantistica 
 
La comunicazione investe tutti gli ambiti del vivere umano. L'assioma non è frutto di una presuntuosa coercizione normativa, bensì la messe di considerazioni che spaziano ampiamente nell'ambito sociologico e reclamano la giusta presa di coscienza e applicazione.

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di Felix B. Lecce

 
I sergenti istruttori dell’esercito britannico accolgono, per tradizione le reclute con un’allocuzione di benvenuto, sotto forma di urla e minacce di ogni tipo. 
Gli inglesi schematizzano così l’ordine del discorso sergentizio di “benvenuto”: 
1) Dico ciò che dirò 
2) Lo dico 
3) Dico ciò che ho detto 

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Suono e voce nella prospettiva audiopsicofonologica di Alfred Tomatis
 
 
Secondo Alfred Tomatis, chirurgo ed otorinolaringoiatra fondatore della audio-psico-fonologia, l'immagine del corpo in effetti è l'immagine mentale che ognuno si fa di sé, o più precisamente il "concetto integrato" che ognuno si fa di sé stesso in quanto schema corporale. Un'immagine è il più delle volte è molto diversa da quella che dovrebbe essere un'immagine obiettiva. Tant’è che in certe fotografie noi abbiamo difficoltà a riconoscerci. Gli altri ci identificano subito, mentre noi magari siamo imbarazzati perché non corrisponde alla nostra immagine ideale del nostro corpo, del nostro portamento.  

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“Ipnosi” un semplice termine composto da sei lettere dell’alfabeto, che innesca le più svariate e talvolta, bizzarre reazioni. Raramente mi è capitato di incontrare persone che restano impassibili o indifferenti di fronte al vocabolo “ipnosi”.
I veri conoscitori ne sono affascinati, ma i più ne sono intimoriti o addirittura terrorizzati e spesso celano le loro paure facendosi scudo con un esagerato o ostentato scetticismo pseudoscientifico.

 

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