Il vero formatore convince, anziché intrattenere: i tre requisiti che fanno la differenza

Quanti formatori hai incontrato che ti hanno entusiasmato in aula e poi, tornato a casa, non riuscivi ad applicare nulla di quello che avevano detto? Il problema non era tuo. Era loro. Un formatore efficace non è chi sa parlare bene, è chi sa fare ciò che insegna, e sa insegnare ciò che fa. Tre requisiti semplici da enunciare, rarissimi da trovare insieme.

Il vero formatore, capace ed efficace, dovrebbe avere almeno tre requisiti fondamentali. Il primo è l’integrazione completa delle tecniche nel proprio modo di essere: essere abituati a comunicare nel modo insegnato con estrema abilità e naturalezza, non solo durante i corsi ma in ogni contesto della propria vita. Il secondo è la congruenza comunicativa: ciò che dice deve essere sempre confermato, contemporaneamente, da come parla e da come si comporta. Il terzo è la capacità di convincere i discenti ad apprendere.

Il terzo requisito: convincere ad apprendere

Questo terzo requisito è il più raro e il più importante. Presuppone che il formatore riesca a evitare di trasmettere contenuti in modo che siano in diretta contraddizione con i saperi che i discenti hanno già. Un vero formatore convince ad apprendere. E convincere, partendo dall’etimologia latina della parola stessa – cum vincere, vincere insieme – significa che il formatore vince la completa attenzione dei discenti anziché la loro resistenza psicologica; e i discenti vincono l’apprendimento di saperi aggiuntivi davvero utili per migliorare la propria comunicazione e, di conseguenza, la propria vita.

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